sabato 14 dicembre 2013

Parlare di Dio

Non ci sono che due scuse per parlare di Dio: il piacere e la necessità. Tutti gli altri motivi sono cattivi, specialmente l’interesse e il dovere.

Cosa? Anche il dovere?

E perché parlare di scuse? Non è forse del tutto naturale che parliamo di Dio, se crediamo in lui?

Se urto qualche sensibilità, tanto peggio: io diffido di questi buoni sentimenti. Essi autorizzano troppo spesso a parlare di Dio con una facilità sospetta.

La sola parola che valga qui, è quella che può essere, per chi la intende, risveglio. E come può essa risvegliare se non viene dal profondo dell’uomo – ciò che egli non può non dire, che zampilla da lui per sovrabbondanza?

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